Schools & Seminars

International Interdisciplinary Seminar 2017 leggi

“Bit or not to Bit” – Londra, 1 - 6 Gennaio 2017


Quando ai primi d’ottobre Francesco Barantani e Raffaele Prioriello, due affezionati del TrIP (Torrescalla Interdisciplinary Project), ci hanno presentato l’opportunità di partecipare con la nostra presentazione all’edizione 2017 dell’International Interdisciplinary Seminar (che è la meta nale del percorso TrIP), molti fra noi residenti del primo anno si sono elettrizzati all’idea. Non solo perché ci era appena stato offerto un viaggio a Londra, ma anche e soprattutto per la domanda posta come lo conduttore dell’edizione numero 19 del seminario scienti co: “Che cosa differenzia un essere umano da una macchina?”. La mente dei più informatici di noi è subito saltata a storie di robot intelligenti e sistemi dalle circostanziate capacità sovrumane, mentre altri – ammiratori più di James Watson, chimico scopritore della struttura del DNA, che di Thomas Watson, fondatore di IBM – hanno richiamato le loro esperienze di osservazione di batteri e parameci e le somiglianze o differenze di questi con l’uomo e con le macchine. Così è iniziato un lungo periodo di gestazione che ha portato due frutti: un titolo, “To bit or not to bit, a new way of thinking? Between learning and understanding”, e una dichiarazione d’intenti, cioè presentare lo stato attuale dell’intelligenza arti ciale e i suoi possibili sviluppi futuri, con particolare attenzione alle modalità con cui i sistemi di intelligenza arti ciale apprendono le loro capacità. Dopo le produttive ricerche e la stesura della presentazione a Torrescalla, la squadra composta dai due veterani e da chi scrive ai primi giorni del nuovo anno civile è partita alla volta di Netherhall House, residenza analoga alla nostra a Londra. Lì abbiamo potuto seguire gli interventi di professori provenienti delle più importanti università d’Europa, con ricerche svolte in ambito sico, matematico, informatico e loso co. Vedere come la domanda che aveva catturato la nostra immaginazione alcuni mesi prima potesse essere affrontata sotto così tanti aspetti in un incontro di idee unico ha generato un forte apprezzamento per il lavoro svolto da Antoine Suarez, l’organizzatore del seminario. Professore presso il Politecnico di Zurigo, Suarez ha lavorato sugli sviluppi più recenti della meccanica quantistica con un occhio sempre attento alle loro possibili interpretazioni loso che. Nel corso del suo intervento ha presentato proprio una di queste scoperte: la contestualità quantistica e le sue ripercussioni sulla comprensione delle differenze fra l’uomo e le macchine. Ma la sua presentazione non è stata certo l’unica degna di nota. Solo per dirne alcune: Gennaro Luise della LUISS di Roma ha offerto un’esaustiva prospettiva dell’argomento con un intervento sul tema “Anthropomorphism vs humanism”, mentre Massimiliano Berti, docente alla SISSA di Trieste, ha evidenziato le differenze tra creatività umana e arti ciale con una puntuale analisi del modello della macchina di Turing. Come dimenticare poi la brillante relazione “Emergence in physics” di Sebastian De Haro, ricercatore a Cambridge, che, dopo aver presentato teorie alternative al riduzionismo che domina la sica moderna, ci ha guidato in visita culturale attraverso le strade di Cambridge. Nel percorrere le vie della città, ancora discutendo delle idee proposte durante il Seminar, ci si sentiva più vicini alla centenaria tradizione di confronto e dibattito aperto attorno alle nuove idee della scienza che, proprio tra quelle vie, talvolta si sono concretizzate in teorie o applicazioni sperimentali rivoluzionarie per la storia umana. Forse proprio questo è stato il valore aggiunto dei quattro giorni di seminario londinese: la possibilità di scambiarsi le proprie idee sui più disparati ambiti dello scibile, consapevoli di non essere forse mai in grado di rispondere esaustivamente a certi quesiti, ma comunque determinati a riflettere con impegno e curiosità scienti ca alle s de che essi pongono alle nostre menti.

Antonio Lopardo


Seminar at the IESE Business School in Barcelona 2017 leggi

“Life Shaping Decisions” – Barcellona, 5 – 7 maggio 2017

Cosa ci fanno sei ragazzi in un pulmino sull’autostrada della Côte d’Azur, dopo essersi svegliati all’alba, alla ne di una settimana di esami? La loro meta non sono le spiagge francesi, ma una non meno attraente Barcellona. Ad attenderli a destinazione c’è un workshop FLY dal titolo “Life Shaping Decision”. Ma andiamo per gradi. Il workshop FLY è un’attività annuale dedicata a coloro che hanno concluso il triennio di JUMP, sempre con lo scopo di offrire ai ragazzi prospettiva di crescita, ma – data anche l’età maggiore dei partecipanti – con attenzione alla conciliazione tra mondo del lavoro e vita privata. Ogni anno la sede delle attività cambia, ma, nei limiti del possibile, è oltre con ne. Ecco cosa ci fanno i sei ragazzi in autostrada: dopo un “breve” viaggio di circa mille chilometri e una rapida sosta in una pasticceria francese, varcano i cancelli di una delle più rinomate Business School del mondo, lo IESE di Barcellona. Il programma delle attività che li attende è intenso, ma i tempi sono pur sempre... spagnoli! Tra i docenti del workshop ci sono alcuni dei professori dello IESE, come il direttore del programma MBA Executive Gaizka Ormazábal, il docente di Business Ethics Antonino Vaccaro e l’Associate Director Bruno Lea. Guidati da loro, i ragazzi si interrogano su cosa signi chi “fare la differenza” nel mondo che cambia e come poterci effettivamente riuscire, sia da futuri CEO di una multinazionale, sia da persone assolutamente normali. Oltre a raggiungere gli obiettivi del workshop, gli incontri seguiti permettono ai ragazzi di farsi un’idea su cosa sia effettivamente una Business School o un Master in Business Administration, grazie alle testimonianze di alcuni studenti di provenienza americana, ivoriana e giapponese. Nonostante il ricco programma c’è anche il tempo di visitare per qualche ora la capitale catalana, passeggiando lungo la Rambla no al porto olimpico e ammirando le guglie ancora in costruzione della Sagrada Família. Il tutto condito da immancabili paella e sangria... Un viaggio da ripetere!

Francesco Barantani

International Interdisciplinary Seminar 2016 leggi

“The role of complexity in scientific knowledge” – Barcellona

È nato due anni fa dall’idea di un gruppo di residenti e ora coinvolge tutti quei ragazzi, dal primo all’ultimo anno di residenza, che sono interessati non solo ad approfondire le specifiche discipline scientifiche della loro facoltà, ma anche ad avere uno sguardo d’insieme sul sapere. Si tratta del TrIP, il Torrescalla Interdisciplinary Project, un percorso che in quest’anno accademico si è strutturato in due sessioni. Qui riferiamo della prima, svoltasi fra novembre e dicembre 2015, in cui si è discusso di complessità sotto diversi punti di vista, dalla filosofia alla biologia e alla fisica matematica. Nel primo incontro il prof. Di Bernardo, ricercatore all’Università Tor Vergata di Roma, ha presentato le principali caratteristiche filosofiche del concetto di complessità. Iniziando dal modello epistemologico di Popper, il percorso si è sviluppato esplorando le diverse tipologie di riduzionismo, per poi superarlo e giungere così alla teoria dell’emergenza e della complessità nei sistemi biologici. La seconda conferenza è stata tenuta dal prof. Tempia, docente di Fisiologia a Torino. In questo incontro il relatore ha esposto un esempio di teoria che per necessità deve esser complessa: la fisiologia. La presentazione infatti, ha preso le mosse dalla fenomenologia della percezione e da alcune particolari sindromi (come l’arto fantasma) ed è andata successivamente ad approfondire la rappresentazione mentale della realtà, ovvero come l’uomo (in quanto essere cosciente) percepisce ciò che lo circonda, indagando così il senso del tempo e dello spazio. Il terzo e ultimo incontro di questo ciclo ha invece visto protagonista il prof. Giorgilli, ordinario e luminare di Fisica Matematica della Statale di Milano. Il professore durante la conferenza è riuscito a far apprezzare alcune caratteristiche fondamentali dei sistemi dinamici complessi, trattandole da un punto di vista matematico: saltando da una citazione a memoria di sant’Agostino a un’altra del matematico francese Poincaré, ha illustrato con chiarezza esempi all’apparenza di difficile comprensione come il Gatto di Arnold (se avete cinque minuti liberi, lettori, approfondite l’argomento!) o i possibili moti caotici del sistema solare. Inoltre, il programma TrIP non si è concluso con la serie di queste tre conferenze, ma è continuato fino a culminare nella presentazione che due residenti (Raffaele Prioriello e chi scrive) hanno portato all’International Interdisciplinary Seminar 2016 a Barcellona. Il Seminar è stata un’altra occasione di arricchimento personale e di incontri interessanti, svoltasi – come ogni anno – nei primi giorni di gennaio in una città europea. La presentazione da noi esposta, The role of complexity in scientific knowledge, si è basata su una rielaborazione degli spunti di riflessione colti durante le conferenze milanesi e sulla sintesi degli argomenti trattati. Ad ascoltare, un pubblico internazionale costituito da professori e ragazzi provenienti da Inghilterra, Svizzera, Olanda e Lituania.

Francesco Barantani


International Interdisciplinary Seminar 2015 leggi

“In the Beginning” – Londra, 1 - 6 Gennaio 2015

Londra. Presso Netherhall House, una residenza universitaria che ricorda per molti aspetti Torrescalla,  si è svolto nuovamente l’ International Interdisciplinary Seminar:  un workshop su tematiche interdisciplinari e di respiro internazionale. Si sono infatti susseguiti interventi di professori ed esperti di varie nazionalità europee e non solo.

Il tema, approfondito nelle sue molteplici sfaccettature, ha coinvolto in particolare la fisica e la genetica, focalizzandosi sui vari campi della meccanica quantistica, dell’astrofisica, della biologia e della genetica. Il workshop, dunque, ci ha condotti alle radici del mondo e dell’uomo. La scienza dunque non ha potuto che invitare a penetrare i territori della filosofia. Un vasto campo d’indagine in cui le varie personalità scientifiche ed intellettuali hanno potuto a pieno esprimere le loro geniali intuizioni e visioni. Da una prospettiva ampiamente divulgativa ad altre squisitamente tecniche e scientifiche, le varie discussioni hanno animato il dibattito a cui Torrescalla ha partecipato con una presentazione dal titolo “Is the universe only a scientific problem ?”. Il nostro intervento ha mirato ad approfondire il pensiero del filosofo della scienza Evandro Agazzi, che avevamo avuto in precedenza il piacere di ascoltare in una conferenza tenutasi in Residenza. 

Oltre ai seminari, il nostro viaggio a Londra è stato arricchito dall’amicizia stretta con gli altri partecipanti e da visite culturali nei luoghi simbolo londinesi. Un’esperienza dunque ricca di stimoli, scientifici e umani, che ha soddisfatto le nostre aspettative e allargato i nostri orizzonti.[Francesco Caglioni]

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Seminar at the IESE Business School in Barcelona 2014 leggi

“Life Shaping Decisions” – Barcellona, 16 – 18 maggio 2014

L’importanza della virtù nel lavoro quotidiano e nell’attività professionale. Questo il tema centrale dei tre giorni di conferenze, a cui i ragazzi del “FLY Program” hanno partecipato dal 16 al 18 maggio presso la IESE Business School di Barcellona. In un contesto culturale di forte secolarizzazione e profonda crisi valoriale (un contesto in cui lo stesso concetto di “etica” appare sempre più qualcosa di estraneo e desueto), la sfida che la IESE viene a proporsi si configura, proprio per questo, tanto ardita quanto affascinante: organizzare un contesto di formazione in cui, all’eccellenza tecnico-professionale, venga inscindibilmente a saldarsi una prospettiva morale che – ponendo al centro l’essere umano – possa in ultima istanza contribuire a guidarlo nella totalità delle proprie scelte personali (dal lavoro alla famiglia). Una sfida che presenta innanzitutto un carattere essenzialmente culturale: mostrando, cioè,come i capisaldi dell’etica classica (da Aristotele a Tommaso d’Aquino) possano mantenere il proprio valore di verità anche in una società come quella contemporanea.

La convinzione basilare, l’anima vivificante dell’intero progetto è d’altronde proprio questa: i problemi e le storture del modello capitalistico possono essere corretti, nel momento in cui le dinamiche di questo stesso modello vengano sottoposte alla guida di una coscienza personale adeguatamente formata. Una coscienza che si sia, per l’appunto, strutturata virtuosamente.

            In questa direzione è per esempio andato l’intervento di Marc Badia (Assistant Professor of Accounting and Control), per il quale è antropologicamente necessario costruire una progressiva sinergia tra ragione e volontà, che ponga le basi per un’apertura sempre maggiore dell’essere umano verso i suoi simili, in nome di una prospettiva esistenziale organica che permetta – come ha ricordato anche David MacManus (Director of Programs) – l’acquisizione di una felicità piena (e non meramente effimera).

            L’importanza dell’aprirsi agli altri, secondo i crismi di una visione autenticamente cristiana, è risultata altresì al centro dell’intervento di Gaizka Ormazabal Sanchez (Assistant Professor of Accounting and Control), per il quale la stella polare di una buona attività professionale consiste nel contribuire a “fare la differenza” (in base a quelle che sono le possibilità e le opportunità di ognuno), sempre accettando di mettersi in gioco, nel diffondere al di fuori di noi il bene che progressivamente la nostra anima ha conseguito.

            In quest’ottica, peculiarità formativa della IESE è che – pur essendo una business school – rifiuta di instillare nei suoi allievi un’arida mentalità efficientista, mostrando come – al fianco di necessarie e approfondite competenze tecniche – debba essere coltivata una prospettiva di formazione intellettiva: una prospettiva che – come ha sostenuto Blake Robinson – insegni alla persona l’amore del vero in quanto tale, nel nome di un connubio conoscitivo e spirituale che sia in grado di superare ogni egoistico utilitarismo.

            Competenza tecnica, virtù morale e sviluppo intellettivo in un intreccio essenzialmente finalizzato al perfezionamento della persona: questo il coraggioso programma della IESE. Nella strenua convinzione che l’uomo debba essere aiutato a trovare il Bene nella vita di tutti i giorni. [Stefano Graziosi]

 

International Interdisciplinary Seminar 2014 leggi

“How did all Start?” – Londra, 1-6 gennaio 2014

Anche quest’anno si è svolto il Seminario Internazionale Interdisciplinare organizzato dalla

Fondazione RUI nei collegi delle maggiori capitali europee, a cui abbiamo partecipato come di

consuetudine.

Il workshop, dal titolo “How did all start?”, si è tenuto dall’uno al sette gennaio presso la residenza

“Netherhall House”, nel celebre quartiere di Hamsted.

Esso si proponeva di valutare l’impatto delle più recenti tecnologiche e teorie scientifiche sulla vita

dell’uomo , affinché si potesse favorire il dibattito sugli elementi di unicità del genere umano e sul

suo ruolo e “posizione” nell’Universo. A questo obiettivo si intendeva giungere, pertanto, mediante

un approccio scientifico, che attingeva alla fisica ed alla medicina, alla biologia ed alla matematica.

L’intenzione più intima e nobile del workshop consisteva nell’assecondare la convergenza del

mondo scientifico al pensiero filosofico, ed in particolare alla Fede.

Il Seminar ha richiamato importanti esponenti del panorama scientifico internazionale: da Richard

Durbin, capo del dipartimento di Genomica computazione presso il “Welcome Trust Sanger

Institute” ad Antoine Suarez, fondatore del centro di filosofia quantistica a Zurigo, da V.Brigljevic

(CERN, Geneva, and Rudjer Boscovic Institute, Zagreb) a Massimiliano Berti (Università degli

Studi Superiori di Trieste); essi hanno presentato gli ultimi risultati dei rispettivi lavori di ricerca.

La Residenza Torrescalla non ha semplicemente partecipato al workshop, bensì ha deciso di

presentare un proprio elaborato, condotto dagli studenti Francesco Botticelli, Nicolò Russo,

Simone Crimella e Tiziano Li Piani, dal titolo “Kanzi’s Choice: why a monkey can (not) be an

engineer”.

L’elaborato ha tratto spunto dalle conclusioni di un recente esperimento, “Stone tool production

and utilization by bonobo-chinpamzee (2012)” condotto dai ricercatori del dipartimento di biologia

della Facoltà Haifa (Israele), in cui il famoso bonobo Kanzi avrebbe mostrato competenze tecniche

similari a quelle dei primi uomini sapiens sapiens evidenziando capacità mentali sofisticate ed

ingegno sino ad ora attribuiti solo all’uomo.

Ricordando che Benjamin Franklin definì l’uomo un “tool-making animal”, la portata

dell’esperimento ha richiamato una riflessione ancora più ampia e profonda: la progettualità è una

prerogativa del genere umano? Dopo una valutazione critica dell’esperimento israeliano il lavoro

degli studenti milanesi ha voluto approfondire il tema dell’approccio alla reazione degli strumenti da

parte dell’uomo, ed in particolare è stato studiato uno degli ambiti che maggiormente condensa

ingegno e capacità creativa: l’ingegneria.

L’elaborato conclude che l’ingegneria, intesa come applicazione di ingegno, creatività e cultura

scientifica alla risoluzione di problemi concreti, racchiude l’approccio prettamente umano alla vita,

anche se la società attuale assiste alla progressiva tendenza da parte dell’uomo a comportarsi più

come “calcolatore scientifico” che come uomo. Il progresso umano invece è tanto nelle machine

create tanto nelle menti di chi li produce.

Nessuno degli studenti coinvolti aveva una preparazione in campo biologico o medico, ed è stato

forse questo l’aspetto più stimolante del lavoro: riuscire ad infondere il metodo e l’approccio di

discipline scientifiche tecniche a tematiche di non quotidiana applicazione.

a supporto del gruppo di studio, si erano organizzate alcune lezioni impartite da docenti e

ricercatori esterni intervenuti a Torrescalla in appuntamenti serali durante i mesi precedenti.

L’adesione a questo tipo di iniziative si inquadra in un ideale ben preciso che la Residenza si

propone di infondere ai residenti e ai frequentatori durante in fertile periodo universitario.

Infatti, l’impegno accademico è un dovere fondamentale dello studente per guadagnarsi

quotidianamente il privilegio di potere studiare in un contesto favorevole e privilegiato.

allo stesso tempo, competenze tecniche altamente specializzate devono essere accompagnate da

un sapere eterogeneo, universale e, soprattutto, coltivato con sincera curiosità intellettuale.

In una università che compartimenta sempre di più il sapere mediante offerte di studio

progressivamente più specializzate, è fondamentale sviluppare ed anzi recuperare una “visione di

insieme” del sapere, tanto scientifico quanto filosofico; questo atteggiamento consentirà di

ripristinare la figura dell’ingegnere umanista fondamentale per il progresso della società.

Recentemente alcuni studenti della Residenza hanno avuto l’idea di costituire un “gruppo

scientifico interdisciplinare permanente”: l’intento è quello di promuovere tali ideali mediante un

ciclo di lezioni e seminari volti a valutare l’impatto delle più recenti scoperte scientifiche sui temi

profondi della vita. Le sue attività inizieranno a partire dall’anno accademico 2014/2015. [Tiziano Lipiani]

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International Interdisciplinary Seminar 2013 leggi

"The observer: free will and consciousness as basic principles of science" – Madrid, 1-6 gennaio 2013


Qual è il rapporto tra fisica e filosofia? E poi, dove va rintracciata l'origine della crisi economica? Ancora, quali le sfide che attendono la popolazione mondiale nei prossimi anni in vista dei cambiamenti demografici? Tutti questi quesiti, complessi e diversificati fra di loro, hanno trovato risposta durante il "XV International Interdisciplinary Seminar" svoltosi a Madrid, nei primi giorni di gennaio.Infatti, studenti universitari provenienti da vari paesi del mondo hanno potuto seguire due percorsi intrecciati: il primo, di matrice scientifico-filosofica, dal titolo "Big Bang from nothing, or from outside the spacetime?"; il secondo, più incentrato sull'economia e problemi sociali, "Person, Human Kind anc Family: basic principles of economics". I temi trattati spaziano dalle implicazioni cosmologiche sull'origine dell'universo ai   vincoli che la genetica impone alla teoria dell'evoluzione dell'uomo. Oppure, sul versante socio-economico, l'analisi delle interessanti soluzioni alla povertà in Africa e nel mondo (il cosidetto sviluppo marked based). Numerosi sono anche stati i protagonisti degli incontri, a partire dal fisico quantistico Antoine Suarez, direttore dell'Institute for Interdisciplinary Studies e organizzatore del seminario, fino ad arrivare a Ignatio Socias del Family Watch, con il quale si è affrontato il delicato tema del ruolo della famiglia nell'economia mondiale. Ma, in aggiunta a tutto ciò, Madrid ha significato anche arte e cultura- come non visitare i suoi famosi musei, con le opere dei giganti spagnoli Velasquez, Gova e Picasso-, oppure gastronomia: tapas, jamon, churros con cioccolata, buoni pretesti per stringere nuove amicizie. Amicizie, magari, da ritrovare il prossimo anno al prossimo seminario, con nuove domande, nuovi relatori, nuova località, ma soprattutto rinnovato entusiasmo.[Leonardo Malgieri]

International Interdisciplinary Seminar 2012 leggi

 “Natural Science: Beginnings: Universe, Life, Consciousness” – Barcellona, 1-6 gennaio 2012

How do we interact with reality? What are the principles by which we move in the world? How could these principles be influenced by the way we consider the events that happen to us? These are some of the many questions that every young person thinks of in order to overcome their everyday problems. Trying to answer these questions, some young university students from the world reunited at Barcelona from January 1st to the 6th, 2012, in a seminar with the subjects: “Beginnings: Universe, Life, Consciousness” and “Media and Reality”. Introducing this session of the Interdisciplinary Seminar, going from London to the beautiful Barcelona, the principal organizer, quantum physicist Antoine Suárez, affirmed: “As the media influences our moral sense, science influences our sense of truth. Our task here is to ask ourselves what is our idea of media and science.” This significant phrase was the one that opened road to the discussions on the following days. Different speakers illustrated everyone with the last science facts for those that were interested in this field, and for those who were more interested in the social field, their speakers talked about the potentiality and challenges of media in the new century. Even though these so different persons were interested in different fields, common interests that combined media and science bend them together, and permitted to exchange different points of view. But, talking about all these interesting topics wasn’t the only thing these students did in this week. After hours discussing and exchanging thoughts, some were exhausted, but the thought of being in such a great city, and the things they had to experience in a country that wasn’t theirs held them together and gave them the strength to go out and visit the great city that Barcelona is. The possibility of alternating lectures with some leisure time permitted us to understand that both arguments are important for a person’s development. A practical example of the importance of the principles in the own work was to have the opportunity of discover IESE (for its Spanish meaning), one of the most important business schools in the world, on which the lectures were held. In fact, as some professors from IESE said, the big difference with other business schools is that they stress the moral impact of a person’s behavior in his job. This experience was really important in many aspects, but overall it permitted every single one of its participants, it is in theory as in practice, of experiment and understand the concept of “the unity of the human person”, which was the main idea that Suárez underlined during the seminar, and will also be the next year’s seminar’s topic. [Fausto E. González Ramos, Cesare Martinelli]

International Interdisciplinary Seminar 2011 leggi

“Is free will an illusion?” – Londra, 1-6 gennaio 2011


Una questione di tempo: la convinzione che ormai buona parte della pubblica opinione condivide è che la completa e definitiva spiegazione dei fenomeni che ci circondano sia solamente una questione di tempo. Presto la Scienza saprà descrivere e prevedere con certezza ogni evento fisico, e nulla verrà più lasciato al caso, alla superstizione o a credenze che paiono ormai essere del tutto fuori moda. Una prospettiva allettante per certi versi, terribile per altri: quale spazio sarà riservato al libero arbitrio una volta che poche semplici equazioni saranno in grado di dipanare il filo che si è snodato lungo tutta la storia dell'universo? Quanto sono vicini i ricercatori di tutto il mondo, considerati da alcuni come nuovi sacerdoti di un'attesa rivoluzione culturale, ad una spiegazione onnicomprensiva di ogni fenomeno esistente sulla Terra?E soprattutto: saremo mai in grado di raggiungere un risultato scientifico di così vasta portata da renderci del tutto capaci di conoscere l'ultima pagina del libro semplicemente leggendone il titolo?
Alla ricerca di risposte a questo pressante interrogativo un gruppo di studenti della residenza Torrescalla si è accostato al  Seminario Internazionale Interdisciplinare dal titolo “Is free will an illusion?”, organizzato a Londra, presso la Netherhall House (la “gemella” londinese di Torrescalla), dall’Institute for Interdisciplinary Studies dall'1 al 6 gennaio.
Accompagnati e guidati da personalità del calibro di Antoine Suarez, fisico quantistico e direttore del Center for Quantum Philosophy (Zurigo, Ginevra), o di  Peter Adams del Thomas More Institute di Londra i ragazzi hanno avuto l'opportunità di comprendere come, in realtà, tra gli scienziati si stia sempre più prendendo coscienza del fatto che vi siano fenomeni fisici che esigono una spiegazione completamente al di fuori di ogni dimensione fisica e che per questo la Fisica non può dare.
“Io non voglio dimostrare a nessuno che è libero o che esiste la libertà, ma voglio solo mostrarvi che la vostra certezza di essere liberi non è in contraddizione con i moderni sviluppi della Scienza”  ha esordito, nel corso della conferenza di apertura dei lavori, Antoine Suarez: un'affermazione sorprendente per i non addetti ai lavori, avvalorata da accurate spiegazioni di complessi apparati sperimentali in grado di mostrare l'impotenza delle leggi fisiche nei confronti di alcuni fenomeni quantistici, spiegazioni seguite da stimolanti dibattiti da parte di tutti i partecipanti al Seminario, studenti provenienti da importanti università e centri di ricerca di molti paesi europei e mondiali (erano presenti anche studenti di Israele e del Canada).
A sessioni di carattere più prettamente fisico si sono quindi succedute sessioni tenute da alcuni brillanti studenti presenti al seminario dedicate alle conseguenze che potrebbero avere gli attuali progressi scientifici sulla spiegazione del funzionamento del cervello umano, e sulla possibilità quindi di ammettere il libero arbitrio nelle decisioni che ogni giorno prendiamo.L'evoluzione scientifica attuale farebbe quindi propendere verso una concezione più complessa dell'Universo, sia esso tangibile o meno, all'interno della quale le Scienze avrebbero un posto di rilievo proprio per il fatto di essere pochi, seppur indispensabili fili, di un arazzo ben più complesso e variegato. Grazie a questa convinzione i momenti di svago nelle serate trascorse in compagnia di tanti altri giovani provenienti dai luoghi più disparati del mondo, o anche le interessanti uscite culturali in varie parti della metropoli inglese (ci è stata offerta la possibilità di visitare spazi chiusi al pubblico nella Torre di Londra, tra i quali la cella di Tommaso Moro) hanno acquisito un valore ancor più importante e formativo e ci hanno consentito di comprendere quanto sia importante evitare di lasciarsi sedurre dalla moderna concezione del mondo lavorativo, esclusiva e settoriale, per saper dare il giusto valore ad ogni componente della nostra vita. [Cesare Martinelli, Ing. Fisica]

Summer school leggi

Calarossa: etica delle professioni

Il Collegio Universitario ARCES promuove l'ottava edizione della Summer School Casi di Etica delle Professioni che si articola in cinque giornate di lavoro e due dedicate ad escursioni. L'iniziativa è rivolta a studenti universitari. I partecipanti sono chiamati a studiare e ad elaborare una possibile linea di azione su cinque casi di vita professionale che abbiano un risvolto etico legato al mondo impenditoriale e/o al mondo dei media.  
L’analisi di case histories consente un approccio all’etica partendo da situazioni concrete legate a quotidiane esperienze di vita professionale. Gli studenti sono chiamati a studiare e ad elaborare una possibile linea di azione su cinque casi di vita professionale che abbiano un risvolto etico legato al mondo del lavoro. Il confronto finale con il relatore aiuta a comprendere la complessità delle situazioni reali e la necessità di una accurata formazione della propria coscienza. L'incontro con il testimonial costituisce un’opportunità di grande arricchimento personale e, grazie anche allo stile informale e familiare tipico della Summer School, consente di confrontarsi con modelli di vita, riflessioni e decisioni di responsabilità che vanno oltre l’ordinaria esperienza di uno studente universitario.

Business School leggi

IESE - Barcellona


Non avete mai pensato come ci si sente a trasformarsi per qualche giorno studente di un master di economia?
E se questo master si tenesse allo IESE, seconda business school mondiale dopo Harvard?
L’intenso programma della Summer School prevede la discussione giornaliera di due “ business cases”, prima in piccoli gruppi di lavoro e poi in sessione plenaria, ed interessanti lezioni magistrali tenute da professori dello IESE.
Secondo il più rigoroso metodo di problem solving, i professori, in un clima molto informale, guidano gli studenti alla soluzione del problema, rendendo in questo modo vivaci e piacevoli le loro lezioni.
Con studenti giunti da tutta Europa, ci si improvvisa manager di importanti società e, rigorosamente in inglese, si risolvono problemi di finanza, produzione, risorse umane ...
Nei pomeriggi, per combattere il terribile caldo estivo, una partita a pallanuoto tra italiani e spagnoli diventa presto un appuntamento fisso. Così come non si fanno mancare gite serali alla variopinta Barcellona.