Volontariato

Passare del tempo con gli altri è un modo per arricchire se stessi di importanti spunti di riflessione, che altrimenti rischiano di essere trascurati nell’intensa vita di uno studente universitario. Oggi sempre di più, interagire con gli altri è fondamentale per muoversi con successo nel mondo lavorativo e personale. Fare volontariato è senz’altro un modo per rendere unici e fruttuosi i fugaci anni che passiamo in università. Torrescalla organizza workcamps nel mondo:

Nicaragua Workcamp leggi

Attività di volontariato internazionale, atta alla costruzione di un oratorio per la comunità locale.

 

La Fondazione Rui con le sue attività promuove la crescita delle giovani generazioni in una dimensione internazionale favorendo, tra le altre, anche iniziative di volontariato in Paesi come India e Nicaragua.

Le Residenze Universitarie Torrescalla di Milano e Delle Peschiere di Genova sono due dei Collegi della Fondazione che si sono sempre adoperati per sostenere attivamente i progetti di volontariato.

Il Nicaragua è considerato uno dei Paesi più poveri delle Americhe, anzi, per essere più precisi, recenti stime del Fondo Monetario Internazionale rilevano come sia diventato il Paese più povero del Continente. Questa è una delle ragioni per cui anche quest’anno la scelta è ricaduta su di esso. Dal 1999 in Nicaragua è attivo il campo di lavoro per studenti universitari e liceali che ogni estate si rimboccano le maniche per fornire un aiuto concreto alla popolazione locale.

Negli anni passati sono state realizzate strutture come aule per scuola materna ed elementare, impianti sportivi e servizi igienici destinati ai quartieri più disagiati.

I lavori sono stati svolti direttamente dagli studenti sotto la direzione di “mastri” locali e sotto la guida del promotore per eccellenza, Sergio Rossi, medico e direttore del Collegio Delle Peschiere.

Perché spendere tre settimane in piena estate a lavorare in un Paese lontano e così povero, invece di godersi il meritato riposo dopo un anno di studio intenso contornato dai mille impegni della vita di residenza?

Perché non utilizzare il proprio tempo libero per la vacanza tanto desiderata durante i freddi mesi invernali?

Perché queste iniziative di volontariato continuano ad avere successo?

Ebbene, le risposte le ho trovate… erano semplici e radicate in me…

Fare volontariato è molto meglio: si partecipa ad attività interessanti, si fanno circolare le idee, si esce di casa, si ha l'opportunità di viaggiare e vedere nuovi Paesi con realtà socio-economiche completamente diverse dalla nostra e si impara ad amare il prossimo, donando noi stessi ed il nostro tempo in modo disinteressato.

Queste sono state le riflessioni che mi hanno portato a prendere parte alla spedizione “Nicaragua 2013”.

L’esperienza di volontariato dà l’opportunità di mettersi alla prova utilizzando i propri “talenti” e apprendendo tante novità. Agendo in gruppo, come in questi casi, si scambiano esperienze più dissimili, si dona tutto di se stessi e si fa tesoro delle conoscenze altrui.

La nostra missione si è svolta dal 25 luglio al 15 agosto; siamo partiti in 24, accompagnati dall’immancabile Sergio Rossi, con l’obiettivo di costruire una Cappella rurale in un quartiere di Diriamba, città situata circa nel mezzo del Paese.

Il gruppo si è adattato fin da subito allo stile di vita semplice della popolazione locale, animato da tanta voglia di fare e dall’entusiasmo di veder realizzata l’opera prefissata.

Ogni giornata era così scandita: canto del gallo del nostro cortile, che puntualmente ci ricordava che un nuovo giorno era iniziato; Santa Messa, per nutrire e ben disporre il nostro animo; super colazione, per rinvigorire il fisico e per poi spostamento vero il luogo di lavoro in pullman; il viaggio era occasione di divertimento e cori di incoraggiamento per affrontare con il sorriso la giornata lavorativa. 

Dotati di semplici e rudimentali attrezzi, preparavamo i materiali per la costruzione. Ognuno aveva compiti specifici in base alle inclinazioni naturali e alla prestanza fisica; abbiamo scoperto di essere carpentieri, manovali, fabbri, falegnami e muratori per realizzare le armature di ferro per le fondamenta e i pilastri che avrebbero sorretto la struttura in cemento armato.

La stanchezza fisica si è palesata con immediatezza per l’intenso ritmo di lavoro a cui non eravamo abituati, ma grazie alla forza che ci veniva dal gruppo stesso e dalla preghiera, non ci siamo mai persi d’animo, anzi ogni piccolo progresso ci stimolava a perseverare con maggiore forza nell’impresa.

Al termine del lavoro, dopo esserci ripuliti, c’erano ancora lo spirito e la voglia di gironzolare per le strade della città alla scoperta di usi e costumi locali.

L’esperienza ha avuto il suo culmine in occasione della festa organizzata per la consegna alla comunità dell’opera realizzata. La gioia dei bambini ci ha scaldato il cuore e ci ha ripagato delle fatiche sostenute. La tradizionale “spaghettata” di fine lavori, preparata dal nostro gruppo, ha consentito ai locali di gustare un piatto tipico italiano.

L’esperienza di volontariato ci insegna a capire cosa conta davvero nella vita e a viverla in modo più semplice e autentico.

E' sufficiente?... Non ancora?

Le competenze che si possono acquisire in un’esperienza di volontariato costituiscono un patrimonio che puoi spendere nel corso della vita in ambito lavorativo, nel percorso di studi e in qualunque altro campo.

Tutti, inoltre, abbiamo potuto sperimentare il valore della gratuità.

 

India Workcamp leggi

Attività di volontariato internazionale, rivolta ai bambini residenti presso l’orfanotrofio Our Lady’s Home in Mumbai.


India workcamp 2010 è nato a gennaio 2010 quando un gruppo di studenti universitari presso la Residenza Universitaria Torrescalla ha deciso di organizzare un primo campo di lavoro nel mese di marzo 2010 finalizzato a svolgere attività di animazione (introduzione agli strumenti musicali, attività sportive e ricreative) e di learning (introduzione all’uso del computer per i bambini più piccoli e lezioni di excel avanzato per i più grandi) presso l’orfanatrofio Our Lady’s Home in Mumbai. La scelta di Mumbai è nata dal suggerimento raccolto a seguito di una visita preliminare in loco nell’estate 2009 e numerose conversazioni con persone attive nell’ambito del volontariato e dell’attività di promozione sociale in India.
Come si svolge:
La fase preparatoria richiede la formazione del gruppo di volontari in Italia, attraverso la pubblicizzazione dell’attività e rapporti di amicizia. Successivamente i volontari verranno formati relativamente alle seguenti tematiche: come interagire con i bambini residenti nell’orfanatrofio, come trasmettere competenze e quali sono i principali rischi connessi all’attività di volontariato a Mumbai.I mesi precedenti la partenza vengono usati per un fund-raising personalizzato, e per l’organizzazione nel dettaglio del viaggio e delle attività da svolgere.
Le attività da svolgere presso l’orfanotrofio Our Lady’s Home in Mumbai si possono strutturare come segue:

  • Lavori di carpenteria e ristrutturazione presso la struttura dell’orfanatrofio (ristrutturazione di alcune aule dell’orfanotrofio e l’esecuzione di semplici lavori elettrici in alcuni locali della struttura);
  •  Attività con i bambini residenti presso la struttura:
    -Introduzione all’uso del computer per i più piccoli, introduzione all’uso avanzato di power point ed excel per i più grandi (verranno impiegati n°20 computer portatili (di cui 10 lasciati a marzo) che verranno lasciati in donazione all’orfanatrofio);
    -Attività in inglese volta alla conoscenza della lingua;
    -Introduzione agli strumenti musicali (chitarra e tastiera);
    -Attività sportiva e ricreativa.
    Le attività sopra elencate sono state selezionate per venire incontro alle principali esigenze dei bambini, così come evidenziate dai responsabili della struttura. Esse verranno interamente organizzate e sostenute dagli studenti che prendono parte al progetto.

Romania Workcamp leggi


Attività di volontariato internazionale volta a sostenere minori in difficoltà a Bucarest e in altri luoghi della Romania.


Romania Workcamp 2009 è un’attività di volontariato internazionale. Nasce nel 1993 dal desiderio di studenti italiani di entrare in contatto e aiutare a cambiare situazioni di abbandono e difficoltà: per 5 anni il Workcamp si è svolto negli orfanotrofi di Slatina, in Oltenia (RO), e poi sino ad oggi ogni anno in analoghe istituzioni di Bucarest. I soggiorni estivi sono serviti come studio delle situazioni e dei bisogni, da cui sono nate iniziative di fund raising e micro-progetti realizzati con realtà locali romene. Queste esperienze sono state la base per la nascita di Progetti In ONLUS nel 2005. I beneficiari delle attività sono i minori in difficoltà romeni, a Bucarest, di due categorie: bambini e giovani disabili, e minori di famiglie difficili con problemi di abbandono. Le attività sono la preparazione di un gruppo di volontari, la animazione per minori in difficoltà e disabili e lavoro materiale.  Progetti in ONLUS opera a favore di minori in difficoltà in Romania come ONLUS dal 2005. Il “Romania Workcamp 2009” si inserisce in un’azione più ampia realizzata attraverso il sostegno a distanza e progetti educativi e formativi, in collaborazione con enti romeni. Progetti In promuove la sensibilizzazione e la formazione alla solidarietà. Partecipano come volontari circa venticinque studenti volontari, ed alcuni accompagnatori. I partecipanti sono in maggioranza italiani, liceali, universitari e giovani laureati.L’attività del “Workcamp” ha una storia di 15 anni di campi di lavoro, iniziata in Romania nel 1993 dal presidente di Progetti In, in collaborazione con la residenza universitaria Torrescalla di Milano. Progetti In collabora con due organizzazioni locali, la fondazione Sf. Dimitrie (http://www.fundatiasfantuldimitrie.ro/) e l’associazione Sf. Andrei, e ha un partenariato con l’associazione Aproapele (http://www.aproapele.org/).
Obiettivi del progetto:
Accrescere le capacità di comunicazione e socializzazione in un gruppo di bambini e pre-adolescenti (8-12 anni) del centro Sf. Dimitrie, nell’incontro con un gruppo di amici italiani, attraverso il gioco e il divertimento, con attività in accordo con il progetto formativo del centro;
Sviluppare la motorietà, la comunicazione e la creatività in un gruppo di ragazzi disabili (10-17 anni), collaborando ad attività coordinate da operatori esperti dell’Associazione Sf. Andrei;
Educare alla solidarietà e alla socializzazione un gruppo di giovani universitari;
Dare un sostegno materiale a enti operanti a favore dei minori in Romania.