Inaugurazione dell'a.a. 2010-2011
Nonostante il freddo inverno milanese e l’abbondante nevicata pomeridiana facessero presagire diversi ritardi e qualche forfait, la sala conferenze della Residenza Universitaria Torrescalla si mostra gremita di ospiti accorsi per il tradizionale evento di Inaugurazione dell’Anno Accademico. Il taxi bianco arriva in Via Golgi 36 attorno alle 18.30. L’uomo al suo interno, Alessandro Profumo, non ha bisogno di presentazioni. Dopo qualche rapido saluto, l’ex A.D. di Unicredit guadagna la postazione del relatore, si schiarisce la voce e posiziona il microfono, mentre la spumeggiante platea si è ormai seduta e calmata. Concluse le introduzioni di Luca Di Rienzo – direttore di Torrescalla – e di Cristiano Ciappei – presidente della Fondazione Rui, il vice-presidente del Sole24Ore Alberto Orioli presenta ospite, e tema della serata: "Il valore: dall'impresa alla persona".
La breve introduzione serve anzitutto al dottor. Profumo per enfatizzare la sua scarsa inclinazione per l’arte didattica, e nell’affermazione “non sono capace di fare lezioni”, lascia presagire che il tenore della sua prolusione si avvicinerà più ad un colloquio informale, che ad una lezione magistrale. Il tema della serata viene tosto snocciolato a partire da uno stimolante interrogativo: è corretto separare il concetto di responsabilità sociale d’impresa da quello di sostenibilità? Le due tematiche appaiono effettivamente più connesse di quanto si è tendenzialmente portati a pensare; “se l’impresa ha l’obiettivo di generare un valore” – suggerisce Profumo – “ essa ha un vincolo: essere presente e sostenibile nel tempo, in modo da poter costruire solide relazioni con i portatori di interesse”. Traendo spunto dalla propria esperienza recente, il banchiere genovese illustra come il complesso processo decisionale di una realtà come quella di Unicredit non possa essere gestita unicamente attraverso “sistemi di comando e controllo”, ma debba poggiare considerevolmente sulla libertà decisionale e sull’iniziativa delle persone che animano il sistema-impresa.
La sfida è dunque la seguente: come garantire che questa libertà decisionale non giochi a sfavore dell’impresa, compromettendone i risultati, e così la sostenibilità stessa? In altri termini, come si gestisce il libero arbitrio? La risposta può riassumersi nell’individuare una mission, ovvero un obiettivo condiviso e comunemente perseguito - da portare avanti attraverso una strategia - e poggiante su un sistema di valori comuni che favorisca meccanismi di enforcement, i quali a loro volta allineino i comportamenti attesi dai portatori di interesse con le guidelines della mission stessa. Dopo aver chiarito la tesi grazie all’esempio della Carta d’Integrità sviluppata dal Board di Unicredit - di cui enuclea i valori fondamentali di Fairness, Freedom, Trust, Transparency, Respect, Reciprocity – Profumo passa all’analisi dei meccanismi di enforcement, enfatizzando l’importanza di un sistema di “giustizia riparativa”, gestito da una o più entità anonime e indipendenti, che affronti e gestisca situazioni di presunta violazione dei valori (della Carta d’Integrità, nel caso di Unicredit). Queste condizioni permettono alle persone che vivono e animano l’impresa di riconoscersi nel sistema aziendale, di contribuire alla sua salute e dunque alla sostenibilità.
Per finire, il dottor Profumo accarezza un tema di notevole portata che, innestandosi audacemente fra gli altri sopraccitati, diviene propellente del successo dell’impresa: la leadership ed i suoi modelli. Certo, molti penseranno all’ovvietà del nesso tra eccellente leadership e successo aziendale. Ma non è questa la cifra del discorso; i modelli di leadership, infatti, vanno in questo caso interpretati come strumenti essenziali per sviluppare e valorizzare le Risorse Umane. E non è un caso: proprio le persone, infatti, sono i portavoce principali dei valori condivisi, e possono ergersi a modelli non solo professionali, ma anche di comportamento e di etica del lavoro. Valutare dunque l’adempienza di un applicant o di un employee ai modelli e ai valori dell’azienda, si profila come un passaggio chiave per assicurare il buon sviluppo dell’ambiente di lavoro e quindi anche la possibilità dell’azienda di essere presente nel tempo, e non solo nello spazio. Tracciata una schietta panoramica di alcune aree di valutazione dei modelli di Leadership (Corporate Culture; Focus sul mercato; Leaders of Leaders; Spirit of Cooperation), vengono ripresi i nodi essenziali della “chiacchierata” e riproposti in una visione unitaria: solo grazie ad un processo che garantisca coesione e coerenza tra missione, strategia, sistema di valori e modello di leadership è possibile raggiungere contemporaneamente ed in modo soddisfacente l’obiettivo di ingenerare valore e valori nel tempo. Terminata la breve ma corposa esposizione, il dottor Profumo lascia lo spazio alle interessanti domande degli studenti e dei residenti.
Tommaso Storari, facoltà di Economia.