International Interdisciplinary Seminar 2011
La convinzione che ormai buona parte della pubblica opinione condivide è che la completa e definitiva spiegazione dei fenomeni che ci circondano sia solamente una questione di tempo; presto la Scienza saprà descrivere e prevedere con certezza ogni evento fisico, e nulla verrà più lasciato al caso, alla superstizione o a credenze che paiono ormai essere del tutto fuori moda.
Una prospettiva allettante per certi versi, terribile per altri: quale spazio sarà riservato al libero arbitrio una volta che poche semplici equazioni saranno in grado di dipanare il filo che si è snodato lungo tutta la storia dell'universo?
Quanto sono vicini i ricercatori di tutto il mondo, considerati da alcuni come nuovi sacerdoti di un'attesa rivoluzione culturale, ad una spiegazione onnicomprensiva di ogni fenomeno esistente sulla Terra?
E soprattutto: saremo mai in grado di raggiungere un risultato scientifico di così vasta portata da renderci del tutto capaci di conoscere l'ultima pagina del libro semplicemente leggendone il titolo?
Alla ricerca di risposte a questo pressante interrogativo un gruppo di studenti della residenza Torrescalla si è accostato al Seminario Internazionale Interdisciplinare dal titolo “Is free will an illusion?”, organizzato a Londra, presso la Netherhall House, dall’Institute for Interdisciplinary Studies dall'1 al 6 gennaio.
Accompagnati e guidati da personalità del calibro di Antoine Suarez, fisico quantistico e direttore del Center for Quantum Philosophy (Zurigo, Ginevra), o di Peter Adams del Thomas More Institute di Londra i ragazzi hanno avuto l'opportunità di comprendere come, in realtà, tra gli scienziati si stia sempre più prendendo coscienza del fatto che vi siano fenomeni fisici che esigono una spiegazione completamente al di fuori di ogni dimensione fisica e che per questo la Fisica non può dare.
“Io non voglio dimostrare a nessuno che è libero o che esiste la libertà, ma voglio solo mostrarvi che la vostra certezza di essere liberi non è in contraddizione con i moderni sviluppi della Scienza” ha esordito, nel corso della conferenza di apertura dei lavori, Antoine Suarez: un'affermazione sorprendente per i non addetti ai lavori, avvalorata da accurate spiegazioni di complessi apparati sperimentali in grado di mostrare l'impotenza delle leggi fisiche nei confronti di alcuni fenomeni quantistici, spiegazioni seguite da stimolanti dibattiti da parte di tutti i partecipanti al Seminario, studenti provenienti da importanti università e centri di ricerca di molti paesi europei e mondiali (erano presenti anche studenti di Israele e del Canada).
A sessioni di carattere più prettamente fisico si sono quindi succedute sessioni tenute da alcuni brillanti studenti presenti al seminario dedicate alle conseguenze che potrebbero avere gli attuali progressi scientifici sulla spiegazione del funzionamento del cervello umano, e sulla possibilità quindi di ammettere il libero arbitrio nelle decisioni che ogni giorno prendiamo.
L'evoluzione scientifica attuale farebbe quindi propendere verso una concezione più complessa dell'Universo, sia esso tangibile o meno, all'interno della quale le Scienze avrebbero un posto di rilievo proprio per il fatto di essere pochi, seppur indispensabili fili, di un arazzo ben più complesso e variegato.
Grazie a questa convinzione i momenti di svago nelle serate trascorse in compagnia di tanti altri giovani provenienti dai luoghi più disparati del mondo, o anche le interessanti uscite culturali in varie parti della metropoli inglese (ci è stata offerta la possibilità di visitare spazi chiusi al pubblico nella Torre di Londra, tra i quali la cella di Tommaso Moro) hanno acquisito un valore ancor più importante e formativo e ci hanno consentito di comprendere quanto sia importante evitare di lasciarsi sedurre dalla moderna concezione del mondo lavorativo, esclusiva e settoriale, per saper dare il giusto valore ad ogni componente della nostra vita.
Appuntamento al prossimo anno quindi, con nuove problematiche, nuovi interrogativi, nuove stimolanti teorie, ma con lo stesso entusiasmo e la stessa curiosità di sempre.
Cesare Martinelli, facoltà di Ingegneria fisica