Aldo Maria Valli
La sera del 12 gennaio 2011 l’aula magna della Residenza Universitaria Torrescalla, si è fatta teatro della presentazione del libro "La verità del Papa. Perché lo attaccano, perché va ascoltato" edito da Lindau.
Scritto da Aldo Maria Valli, vaticanista del TG1 e scrittore, il libro ripercorre la vicenda del cosiddetto “scandalo pedofilia”, volendosi presentare non come uno scritto in difesa del Papa, bensì come una ricostruzione, tesa a disseppellire la verità, di tutti gli attacchi indirizzati contro Benedetto XVI, non solo in occasione dello scandalo, ma anche di quelli che sistematicamente hanno colpito Joseph Ratzinger fin dai primi mesi del suo pontificato, incalzandolo su temi come l’AIDS in Africa, l’aborto, i rapporti con l’Islam, l’unità dei cristiani, il ruolo sociale della chiesa.
Dopo il saluto del direttore della residenza, ing. Luca Di Rienzo, la conduzione dell’evento passa a Cesare Cavalleri, noto giornalista, scrittore, critico letterario e direttore di Studi Cattolici.
Con tono determinato, tipico del mentore nei confronti dell’allievo, il moderatore, insignito nel 2004 del Premio Internazionale Medaglia d'Oro al merito della Cultura Cattolica, racconta della lunga amicizia che lo lega ad Aldo Maria Valli e ne presenta brevemente l’alto profilo professionale e umano.
Non appena prende la parola, l’autore lascia tutti spiazzati per il tono pacato, che a volte tende a sconfinare in timidezza, con cui racconta delle circostanze che hanno portato alla stesura del libro.
Il carattere dell’evento cambia immediatamente: in un linguaggio chiaro e un tono sempre composto, lo scrittore spiega di come si sia trovato in difficoltà, in un primo momento, a scrivere di questo Papa. Di come, proprio dal punto di vista dell’uomo, del credente, non riuscisse a superare lo stereotipo di Papa che Karol Wojtyla ha impresso nell’immaginario comune di fedeli e non: Giovanni Paolo II è stato il Papa dei grandi viaggi, dell’apertura del Vaticano ai media, della dolcezza paterna, come poteva un cardinale proveniente dalla prefettura della Congregazione per la Dottrina della Fede, un uomo che si è sempre distinto per la sua rigore, essere il successore di un personaggio del genere?
E qui arriva l’Aldo Maria Valli giornalista a rispondere agli interrogativi dell’Aldo Maria Valli uomo e credente: Benedetto XVI fa il Papa a modo suo, guida il gregge, insegna la dottrina, osserva il mondo moderno e mette in guardia il suo popolo; si schiera con fermezza contro alcune consuetudini del nostro tempo, parlando in difesa della vita e della libertà di religione, condannando apertamente il relativismo, che ha portato ad un appiattimento di pensiero, e lo sfruttamento, che porta un uomo a prevaricare su un altro uomo in una visione materialista di una società che ha fatto del guadagno economico l’aspetto predominante al quale asservire tutti gli altri.
Così, spiega sempre Valli, il Papa è divenuto sistematicamente bersaglio di ripetuti attacchi, provenienti da larga parte del giornalismo mondiale che in una continua ricerca del sensazionale non esita a piegare la verità per un tornaconto economico, ed anche da parte di tutti quei poteri economici che avrebbero solo da guadagnare da una società globale sempre più relativista, una società che crede tutto e il contrario di tutto, una società che può essere quindi manipolata molto più facilmente.
Un intervento dall’uditorio chiede se si sta favoleggiando su qualche teoria complottista: Valli, sempre con l’atteggiamento di chi, più che avere risposte pronte, si è solo limitato ad osservare la realtà, dice di non credere che esista un potere tanto forte, da poter pilotare con tanta sistematicità tutti gli attacchi che il Papa ha subito negli ultimi anni, ma piuttosto che diversi gruppi economici attacchino il Papa perché con i suoi messaggi rischia di danneggiare il loro tornaconto economico, proveniente da una società che tende sempre più ad associare l’attacco diretto al Papa e alla Chiesa Cattolica con un comportamento tipicamente modernista: “va di moda ormai attaccare il Papa”.
L’analisi dello scrittore si conclude con l’osservazione dell’atteggiamento di tanti cattolici, soprattutto laici, che hanno perso di vista il loro ruolo nella società civile e sempre più spesso si allontanano dagli insegnamenti della chiesa e del Papa.
Massimo Melita, facoltà di Architettura.