Marco Airoldi
Senior Partner & Managing Director The Boston Consulting Group.
Per chi come noi, in un futuro più o meno immediato, si appresta ad entrare nel mondo del lavoro l’incontro con l’Ing. Marco Airoldi ha certamente offerto, questa sera, ampi spunti di riflessione. Nel pieno di una carriera dinamica e brillante in consulenza, arricchita da un’ esperienza biennale nella realtà imprenditoriale, Airoldi ci ha proposto un’analisi comparativa tra la realtà consulenziale e quella dell’impresa: tante le differenze, ma anche possibili sinergie.
Vendere dopo essere stato cliente, essere cliente dopo aver venduto, porsi continuamente dall’altro lato della scrivania: così qualsiasi lavoro, se fatto al meglio, permette, da un lato, di apprendere, di entrare maggiormente nei meccanismi, di “farsi le ossa”, e dall’altro di appassionarsi, di reputare meraviglioso ciò che si fa.
A tal proposito, sebbene il mondo delle relazioni aziendali sia prettamente proiettato all’interno, quindi più chiuso di quello della consulenza, invece caratterizzato da un crocevia di idee, di stimoli, di proiezione all’esterno, con la “sensazione di avere il mondo sulla punta delle dita”, entrambe le realtà vissute e, aggiungerei, dominate da Airoldi ci sono state descritte come affascinanti; con la condizione necessaria di “fare bene le cose”: lavorare bene e con coscienza dà sempre i suoi frutti, indipendentemente dall’immediatezza con la quale questi si riscontrino; tale aspetto costituisce tanto più una necessità quanto più si è consapevoli della lunghezza della vita professionale e, in contrapposizione, della piccolezza del contesto lavorativo in cui si è proiettati. Costruirsi una reputazione, un’immagine, risulta, pertanto, fondamentale, perché indicatrice di affidabilità e qualità del proprio lavoro. L’“ognuno è artefice della propria fortuna” risuona, specialmente nel contesto attuale, come la eco di un grido: siamo noi studenti, lavoratori e uomini che creiamo le opportunità che possono facilitare o meno il cammino della nostra vita, rendere più o meno arduo il riorientamento dei nostri sforzi nel raggiungimento degli obiettivi prefissati: l’esposizione a contesti diversi, ad esempio esteri, risulterebbe, per apportare un esempio, un’ottima scelta strategica, di ampliamento dei propri orizzonti.
Airoldi ha poi sottolineato l’importanza di arrivare pronti e preparati al mondo lavorativo: condizione necessaria quella di “costruirsi”, nel proprio percorso di vita e di studio, un curriculum vitae eccellente, a cui il senso della misura e della realtà, la capacità di ascoltare, di parlare e “rispondere a tono” non possono che apportare ulteriore valore.
Obiettivi chiari, coerenti e a lungo termine, valutazione oggettiva delle proprie risorse e capacità, conoscenza esaustiva di ciò che ci circonda e decisioni coerenti e determinate: è un “hurry up” quello ricevuto questa sera, oltre ad essere stato una stimolante lezione di vita.
Tommaso Ceparano, facoltà di Ingegneria gestionale