Torrescalla

Carlo Buora

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La sera dell’8 giugno la Residenza Torrescalla ha avuto l’onore di ospitare uno dei manager che hanno cambiato la storia dell’industria italiana: Carlo Buora.

Fin dai primissimi anni di lavoro si contraddistingue per una particolare propensione: essere sempre molto vicino alle famiglie d’imprenditori italiani; famiglie che hanno reso famosi i prodotti nostrani in tutto il mondo per la loro qualità e le caratteristiche inimitabili.

Dopo un’esperienza in BNL, riceve incarichi di prim’ordine nel gruppo Merloni: non ci vorrà molto perché la relazione con l’omonima famiglia diventi un legame di profonda riconoscenza che va decisamente oltre il rapporto professionale. Già nel 1979 Buora ricoprirà, infatti, il ruolo di responsabile dell’Area Finanza, Amministrazione e Controllo.

Un’altra grande esperienza inizierà nel 1982 in Snia Viscosa, gruppo chimico italiano che nel 1984 verrà acquisito dalla FIAT. Dopo un upgrade anche in quest’ultimo gruppo (che si affermerà come uno dei maggiori nel contesto nazionale), deciderà di andare a lavorare per un’altra delle grandi famiglie di imprenditori.

In Veneto lo aspetta infatti una breve ma intensa esperienza nella Benetton. Con questa famiglia il rapporto diventa subito strettissimo, vista anche la sua posizione di Direttore Generale del gruppo intero.

Altro grandissimo imprenditore con cui instaurerà un rapporto quasi fraterno sarà Leopoldo Pirelli. In questo gruppo rimarrà per parecchio tempo, diventando dopo otto anni Amministratore Delegato. Con l’acquisizione di Telecom da parte del gruppo Pirelli, il dott. Buora ricoprirà la carica di amministratore delegato dell’azienda telefonica.

Una persona che ha contribuito in modo così significativo alla crescita dell’industria italiana non poteva non dare il suo apporto anche oltre il suo percorso manageriale. Da qualche anno collabora infatti con l’Istituto Europeo di Oncologia del professor Veronesi, occupandosi di foundraising e dell’amministrazione.

A domande riguardo alla prospettiva dell’industria italiana, il dott. Buora risponde in modo scettico pensando a un futuro solo in ottica di condivisione di informazione e di risorse, focalizzando sulle competenze distintive le piccole e medie imprese e organizzando il tutto in una macro-rete che porti il made in Italy a distinguersi, come ha sempre fatto, per qualità e stile inimitabili e innovazione continua.

 

Lodovico Gavotti